martedì 9 febbraio 2010

Il mio debutto al cinema



Battere la strada a volte riserva molte sorprese ed emozioni.


Che si tratti di fuggire ad un rumeno con un coltello, o nascondersi ad una retata della polizia, non ci si annoia mai...
A volte però gli incontri sono più piacevoli…


L'altra sera, per esempio, becco questo distinto signore, alto un metro e largo tre, una specie di grosso supplì : almeno, l'odore era quello.
Solo era un po' più unto della Media.


Chiacchieriamo in auto del più e del meno e lui mi riempie di complimenti, a cui rispondo con la mia solita verve, brillante come un pavimento di cotto dopo una passata di lucidatrice


Lui "Che belle curve che hai"
Io "Attento a non sbandarci sopra"
Lui "che occhi profondi che hai"
Io "attento a non caderci dentro"


E così avanti, con tutta una serie di vaccate che al cui confronto un film di Muccino diventa alta letteratura.


Sul supplì però sembrano fare colpo e mi dice "quanto sei simpatica! mai pensato di lavorare nel cinema?"


Che domande!!!


Quando ero solo un bambino che provava i tacchi della mamma mi vedevo protagonista di Via Col Vento o Cime tempestose, sogno che riposi in un cassetto quando da adolescente mi spuntarono due baffoni alla Clark Gable, ma che tornai a coltivare quando scoprii il mondo delle Drag Queen...


Non posso mica perdere questa occasione!


Mi faccio dare l'indirizzo e il giorno dopo mi presento indossando il completino più elegante che si possa comprare al MAS in periodo di Saldi.


Entro in questo palazzo nei pressi della stazione, ma scopro presto che l'uomo-supplì ha un attimo frainteso: quando parlava di lavorare nel cinema, intendeva nel SUO di cinema, a luci rosse, nel ruolo di cassiera.


Faccio buon viso a cattivo gioco e mi accomodo all'ingresso della sala.
Il primo a presentarsi è un baldo giovane che mi fa "Hey vecchia, dammi un
biglietto per Bidelle Porcelle"


Vecchia io???


Più veloce dell'orgasmo simulato di una polacca, afferro il cartonato 1:1 di Rocco Siffredi che c'era li accanto e lo uso per picchiarlo fino a fargli scordare che faccia ha Eva Henger.



Questo purtroppo mi costa il posto di lavoro, non tanto per l'aggressione, ma per il cartonato che scopro essere un rarissimo pezzo di antiquariato che ho danneggiato irreparabilmente incurvandolo in giù.

Tanto era solo un part time... in attesa della grande occasione.


2 commenti:

  1. Maddai, manca una foto del completino acquistato da MAS in saldo! :-)
    Dimenticavo!
    Sto per aprire un cinema anche io.
    Però lì non c'è nemmeno la cassiera, biglietteria automatica! :-)))
    Pensa in quanti ruoli alternativi ti potresti produrre... :-)))

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  2. sostituita da una macchina! che tempi!!!

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