martedì 9 febbraio 2010

Il mestiere più antico del mondo



Quando mi sono trasferita nella grande città, il mio sogno era passare le serate sul palco di un grande teatro del centro baciata dalla luce dei riflettori, e invece mi trovo a trascorrere le notti in un angolo di una strada di periferia schiaffeggiata dai fari delle utilitarie.
Come avrete potuto intuire, mi trovo a fare il mestiere più antico del mondo...
No, non scolpisco ruote nella pietra, intendo l'ALTRO mestiere più vecchio del mondo...


Mi piace vedermi come una che porta avanti le tradizioni di una volta, come la mia nonnina che faceva i ravioli in casa, con la differenza che lei le mani se le lavava prima di lavorare, io me le lavo dopo.


Comunque, questo lavoro ha anche una forte valenza sociale: molti dei clienti in realtà hanno solo bisogno di confidarsi, di comunicare, di esprimersi... ma a volte dimenticano che non è educato parlare con la bocca piena...


Certo che però non è sempre facile stare dietro alle loro fantasie, se ne inventano ogni sera una nuova: Waxing, Tickling, Milking, Watersport, Nipples, Spanking, Mobbing... Roba che, per capire che vogliono, devi portarti l'Oxford Paravia sempre in borsetta...
Ma non posso, perché in borsetta entrano a mala pena i pochi trucchi che porto sempre con me: -


-Ombretti in Polvere almeno 16 colori diversi
-Vasetto jumbo di Ombretto in crema per le emergenze
-Ombretto fluido per i ritocchi
-Lipgloss alla porporina, lipgloss alla banana, lipgloss al caffè (per digerire quello alla banana)
-Rossetti
-Matita per gli occhi, matita per le sopracciglia e matite per le labbra(tutte le labbra…)

-Correttore e fondotinta
-Fard con annesso pennello cinghiale per stenderlo
-Smalto per unghie a base di silicato di potassio per farlo resistere all'inquinamento ambientale e all'umidità del raccordo


E' un po' pesante da trascinare, ma si può rivelare utile nei momenti critici...


L'altro giorno, ad esempio, lavoravo ad un incrocio della Colombo quando mi si avvicina un bel giovanotto in divisa. Io mi faccio avanti con un sorriso a ventotto denti e quattro otturazioni, pronta a snocciolare le mie convenzioni e riduzioni (le faccio per militari, pensionati e studenti universitari solo di fronte a copia delle tasse pagate per il semestre in corso), quando quello mi prende sotto braccio e mi chiede se mi serve una mano ad attraversare la strada: esce fuori che è un boy scout che deve guadagnarsi il distintivo di assistenza agli anziani...


Anziana, io????


Lesta come una casalinga che ha visto una presina in saldo alla COIN, comincio a picchiarlo con la borsetta finché non sviene a terra privo di sensi.
Lo guardo per un attimo, con un bernoccolone che svetta sulla testa spolverata dalla cipria che si è sparsa nell'urto, e sento un moto di colpa prendere il sopravvento: quella cipria non è mia, me l'ha prestata la mia amica Tina! Gliela dovrò ricomprare... uffa...


Tanto questo è solo un part time... in attesa della grande occasione.

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