sabato 13 febbraio 2010

Maryza al Sanremo Drag



Immancabile come il ciclo di una diciassettenne, anche quest’anno arriva il festival di Sanremo.
Un programma televisivo di elevato interesse pubblico: quando comincia Sanremo, vuol dire che siamo quasi a fine febbraio e che quindi stanno per finire i saldi.
Ringrazio la tv pubblica per questo servizio.


Più interessante del Sanremo ufficiale, c’è il Sanremo Drag, che ogni anno mette a competere sul palco, le più brave Drag Queen del nostro paese (come disse qualcuno… è normale che le più drag queen vengano dall’Italia… voglio dire, quante altri nazioni hanno la forma di uno stivale con la Zeppa?)


Quest’anno, con grande fatica, sono riuscita a farmi ammettere alla competizione!
Mi esibirò, ovviamente, in un pezzo della mitica Liza, ma lo spettacolo non è fatto solo da Musica ma anche di sfarzo, trucchi e costumi... Quindi mi sono lanciata alla caccia di un vestitino adatto ed ho trovato questo tubino di lamé semplicemente FAVOLOSO…
Purtroppo è due taglie più piccolo della mia, ma non mi demoralizzo per così poco!


Inizio una settimana di ferree diete decisa a provarle tutte:Dieta del fantino , Dieta a zona, Dieta delle due dita in gola.

Alla fine la migliore si rivela la Dieta del frigo vuoto, ovvero non mangio per cinque giorni perché ho speso tutti i soldi che avevo per comprare il vestito.


Felice come la vedova di miliardario, mi preparo per la mia esibizione, quando viene a trovarmi in camerino la mia amica Tina.


Tina, per chi non lo sapesse, è la mia amica così stupida, che l’altro giorno è inciampata nel filo mentre parlava al telefono: solo che stava parlando al cellulare…


Tina viene a farmi gli auguri e mi porta dei biscotti fatti da lei.
All’inizio esito, vista la fatica fatta per entrare nel vestito, ma alla fine ne sgranocchio mezzo: di certo non mi farà cambiare la taglia… e poi non ci vedo veramente dalla fame.
Mentre mangio, bussano al camerino, Tina va a vedere chi è, la sento strillare a qualcuno di andare via e poi rientra tutta seccata


“Che è successo?”
“C’era uno che voleva lasciarti dei fiori in camerino… gliene ho dette di tutti i colori… erano un mazzo di Campanule, a cui sei mortalmente allergica!”
“Campanule? Tina ma io adoro le campanule!”
“Ma no! Me lo ricordo, me lo ricordo, me lo hai detto lo stesso giorno in cui mi hai detto che adori le mandorle…”
“Tina, io sono mortalmente allergica alle mandorle…”
“Ti dico di no. Infatti hai mangiato tranquillamente i biscotti alle mandorle che ho fatto…”


Morale della favola: passo la serata al pronto soccorso, con il collo gonfio come i piedi di un podista.
Tina sta al mio fianco per consolarmi… peccato che continua a cercare di farmi bere un bicchiere di latte di mandorla per tirarmi su il morale…


In attesa della grande occasione...

giovedì 11 febbraio 2010

Alla ricerca di un telefonino




I telefonini sono diventati le nuove Auto.

Voglio dire, gli uomini hanno sempre comprato auto grandi per compensare il fatto di avere piselli piccoli: se vedi uno che guida un SUV, sai già cosa aspettarti…
Ora invece, compensano con la nuova tecnologia… Più è piccolo il pisello, più moderno sarà il cellulare… il motivo delle crisi di coppia è da vedere essenzialmente nel proliferare di IPhone



Io ho ancora il primo telefonino che mi regalò uno spasimante qualche anno fa, una specie di mattone nero con cui non posso navigare su internet ma posso navigare in alto mare, usandolo come pagaia
E’ un po’ un peso da portarsi dietro ma visto che non ho il tempo di andare in palestra si rivela utile per mantenere in forma bicipiti e tricipiti.

Fatto sta che l’altro giorno è successo un dramma.
La mia amica Tina si era proposta di farmi li bucato…

Tina, per chi non lo sapesse, è la mia amica così frivola, che Paris Hilton, quando la prendono per stupida, si difende dicendo “Non sono mica Tina!”

Dicevo, Tina si è proposta di farmi il bucato, io di solito preferisco evitare di darle questo compito, perché l’ultima volta che l’ha fatto ha lavato il tubino di raso bianco e alla fine mi sono trovata una fascia per capelli rosa, ma stavolta non avevo proprio tempo, quindi ho voluto affidarmi a lei…

Fiducia mal riposta, ovviamente, perché Tina ma messo in lavatrice la mia giacca con dentro il cellulare e una volta finito il lavaggio, era pulitissimo, ma quando premevo i tasti spruzzava bolle.
Ho provato a contattare il produttore per vedere se era ancora in garanzia ma dopo una decina di telefonate è uscita fuori che la casa di produzione aveva chiuso dopo la riunificazione delle due Germanie.

Quindi mi metto il cuore in pace e vado in un negozio di telefonia.
Mi accoglie un ragazzino alto un metro e un succo di frutta, che per guardarmi negli occhi si deve quasi mette nelle punte.

“Vorrei un cellulare?”
“Per fare cosa?”
“Per telefonare, che domande! Se dovevo scaldarci il pane prendevo un tostapane!”
“Ma no intendo, le interessa il Wap? Il bluetooh? Il wifi?
“Ah no guardi, io per evitare quelle cose uso sempre le dovute precauzioni!”


Per quanto riesca a mantenere il mio savoir fair, il giovanotto si rende conto che non ho la più pallida idea di cosa stia parlando…

“non si preoccupi le spiegherò tutto nei dettagli.. è normale che queste cose sembrino strane ad una signora anziana come lei…”

Anziana a me???

Più veloce di una teen ager che scrive un sms con il t9, comincio a picchiare in testa il ragazzo con il mio vecchio cellulare, fino a farlo stramazzare sulla vetrina degli Iphone: quando si risveglierà, due giorni dopo in ospedale, svilupperà una fobia verso tutto quello che gli ricorda vagamente una mela, come forma, colore e sapore.


Morale della favola, sono stata espulsa a vita da tutti i negozi di telefonini della città..
Alla fine, per comunicare, mi sono comprata un piccione viaggiatore: è più semplice da usare e fare pure più compagnia … Speriamo che Tina non lavi anche questo nella lavatrice…

mercoledì 10 febbraio 2010

Nei secoli fedele (a Liza)





L'altro giorno sono andata a vedere Tina che si esibiva.
Tina è una mia cara amica, solo un po' a svampita... beh, diciamo che a volte è proprio sciocca.. cioè diciamola tutta: è così cretina che ogni tanto penso che Tina sia solo un diminutivo...

Non so per quale botta di fortuna (o per quale botta e basta) Tina ha trovato lavoro come Drag Queen in un locale al centro , il Banana di Rame, nel cui cast ha promesso che, prima o poi, cercherà di farmi entrare... per il momento si limita a farmi entrare senza pagare dalla porta di servizio.


Dopo lo spettacolo abbiamo bevuto una cosa insieme: io ho preso un Cosmopolitan (in realtà sono astemia, l'ho semplicemente tenuto in mano tutta la sera perché stava perfettamente in pendant con il mio vestitino di lamé ramato).

Tina invece ha ordinato un mojito fatto con due foglie di menta citrata, zucchero di canna bianca e succo di mezzo lime importato dalla Florida, un terzo di pampero, un terzo di Caroni, un terzo di bally e soda... ma nel tempo che ha finito di spiegare cosa voleva, il barista è andato via perché ha finito il turno e per evitare di dover rispiegare tutto a quello nuovo, ha deciso di prendere solo un succo di frutta..


Sedute al tavolino, Tina mi fa una grande rivelazione


"Maryza... sono riuscita a fissarti un provino!"


Sono incredula, mi sembra un sogno che diventa realtà, sono anni che desidero potermi esibire al banana di rame


"Ma c'è un piccolo problema..."

"Non ti preoccupare mi depilerò a casa... non otturerò anche qui il lavello..."
"No.. il problema è il tuo personaggio."
"Il mio cosa?"
"Il tuo personaggio... Liza è inflazionata! Gli anni 20 sono troppo out! Devi reinventarti per riuscire a ritagliarti uno spazio nel cast"
"mai e poi mai! ho dedicato tutta la mia vita a Liza! non ho rinunciato per la moda della disco music degli anni 80, o per quella della pop degli anni 90 né per la moda dei baci lesbo durante i concerti del nuovo millennio!Non cambierò idea proprio ora!"


Sono sempre sta dell'idea che per un Drag Queen, la scelta del personaggio, è per sempre, come un diamante, o le smagliature.
Prendete per Esempio Shagura, la Drag Queen di Shakira.
Le Leggende metropolitane delle Drag Quen raccontano di questa sventurata che decise di prendere il ruolo della cantante di Hips don't Lie, artista che notoriamente porta sfiga.
Quando le altre drag queen la incrociavano, facevano lo scaramantico gesto di toccarsi il seno sinistro, o, se quel giorno avevo scordato l'imbottitura, toccavano ferro (o in alternativa il ferretto del reggiseno).
Ma Shagura, fedele alla sua scelta, continuò a mantenere il suo personaggio, fino a ridursi in disgrazia, ritrovandosi a fare la vedettes per un programma notturno su una rete regionale con Corrado Fumagalli.


"Tina mi meraviglio di te! Lo sai che ho dedicato tutta la mia vita a Liza, alla sua figura esempio di morale e rigore per tutte le donne e travestite del mondo. Ed è proprio per onorare la sua fermezza che mai rinuncerò alla sua figura in favore di una moda temporanea."
"Oh Maryza! che belle parole! Mi hai Convinto! e sono sicura che se le dirai anche a chi ti farà il provino, ti prenderanno di certo!"
"Non ti deluderò... allora quando è il provino?"
"Lunedì!"
"Lunedì della prossima settimana? Beh, ho un bel po' di tempo per prepararmi..."
"No, lunedì di questa settimana..."
"Tina... oggi è mercoledì..."
"ops..."

martedì 9 febbraio 2010

Il mio debutto al cinema



Battere la strada a volte riserva molte sorprese ed emozioni.


Che si tratti di fuggire ad un rumeno con un coltello, o nascondersi ad una retata della polizia, non ci si annoia mai...
A volte però gli incontri sono più piacevoli…


L'altra sera, per esempio, becco questo distinto signore, alto un metro e largo tre, una specie di grosso supplì : almeno, l'odore era quello.
Solo era un po' più unto della Media.


Chiacchieriamo in auto del più e del meno e lui mi riempie di complimenti, a cui rispondo con la mia solita verve, brillante come un pavimento di cotto dopo una passata di lucidatrice


Lui "Che belle curve che hai"
Io "Attento a non sbandarci sopra"
Lui "che occhi profondi che hai"
Io "attento a non caderci dentro"


E così avanti, con tutta una serie di vaccate che al cui confronto un film di Muccino diventa alta letteratura.


Sul supplì però sembrano fare colpo e mi dice "quanto sei simpatica! mai pensato di lavorare nel cinema?"


Che domande!!!


Quando ero solo un bambino che provava i tacchi della mamma mi vedevo protagonista di Via Col Vento o Cime tempestose, sogno che riposi in un cassetto quando da adolescente mi spuntarono due baffoni alla Clark Gable, ma che tornai a coltivare quando scoprii il mondo delle Drag Queen...


Non posso mica perdere questa occasione!


Mi faccio dare l'indirizzo e il giorno dopo mi presento indossando il completino più elegante che si possa comprare al MAS in periodo di Saldi.


Entro in questo palazzo nei pressi della stazione, ma scopro presto che l'uomo-supplì ha un attimo frainteso: quando parlava di lavorare nel cinema, intendeva nel SUO di cinema, a luci rosse, nel ruolo di cassiera.


Faccio buon viso a cattivo gioco e mi accomodo all'ingresso della sala.
Il primo a presentarsi è un baldo giovane che mi fa "Hey vecchia, dammi un
biglietto per Bidelle Porcelle"


Vecchia io???


Più veloce dell'orgasmo simulato di una polacca, afferro il cartonato 1:1 di Rocco Siffredi che c'era li accanto e lo uso per picchiarlo fino a fargli scordare che faccia ha Eva Henger.



Questo purtroppo mi costa il posto di lavoro, non tanto per l'aggressione, ma per il cartonato che scopro essere un rarissimo pezzo di antiquariato che ho danneggiato irreparabilmente incurvandolo in giù.

Tanto era solo un part time... in attesa della grande occasione.


Il mestiere più antico del mondo



Quando mi sono trasferita nella grande città, il mio sogno era passare le serate sul palco di un grande teatro del centro baciata dalla luce dei riflettori, e invece mi trovo a trascorrere le notti in un angolo di una strada di periferia schiaffeggiata dai fari delle utilitarie.
Come avrete potuto intuire, mi trovo a fare il mestiere più antico del mondo...
No, non scolpisco ruote nella pietra, intendo l'ALTRO mestiere più vecchio del mondo...


Mi piace vedermi come una che porta avanti le tradizioni di una volta, come la mia nonnina che faceva i ravioli in casa, con la differenza che lei le mani se le lavava prima di lavorare, io me le lavo dopo.


Comunque, questo lavoro ha anche una forte valenza sociale: molti dei clienti in realtà hanno solo bisogno di confidarsi, di comunicare, di esprimersi... ma a volte dimenticano che non è educato parlare con la bocca piena...


Certo che però non è sempre facile stare dietro alle loro fantasie, se ne inventano ogni sera una nuova: Waxing, Tickling, Milking, Watersport, Nipples, Spanking, Mobbing... Roba che, per capire che vogliono, devi portarti l'Oxford Paravia sempre in borsetta...
Ma non posso, perché in borsetta entrano a mala pena i pochi trucchi che porto sempre con me: -


-Ombretti in Polvere almeno 16 colori diversi
-Vasetto jumbo di Ombretto in crema per le emergenze
-Ombretto fluido per i ritocchi
-Lipgloss alla porporina, lipgloss alla banana, lipgloss al caffè (per digerire quello alla banana)
-Rossetti
-Matita per gli occhi, matita per le sopracciglia e matite per le labbra(tutte le labbra…)

-Correttore e fondotinta
-Fard con annesso pennello cinghiale per stenderlo
-Smalto per unghie a base di silicato di potassio per farlo resistere all'inquinamento ambientale e all'umidità del raccordo


E' un po' pesante da trascinare, ma si può rivelare utile nei momenti critici...


L'altro giorno, ad esempio, lavoravo ad un incrocio della Colombo quando mi si avvicina un bel giovanotto in divisa. Io mi faccio avanti con un sorriso a ventotto denti e quattro otturazioni, pronta a snocciolare le mie convenzioni e riduzioni (le faccio per militari, pensionati e studenti universitari solo di fronte a copia delle tasse pagate per il semestre in corso), quando quello mi prende sotto braccio e mi chiede se mi serve una mano ad attraversare la strada: esce fuori che è un boy scout che deve guadagnarsi il distintivo di assistenza agli anziani...


Anziana, io????


Lesta come una casalinga che ha visto una presina in saldo alla COIN, comincio a picchiarlo con la borsetta finché non sviene a terra privo di sensi.
Lo guardo per un attimo, con un bernoccolone che svetta sulla testa spolverata dalla cipria che si è sparsa nell'urto, e sento un moto di colpa prendere il sopravvento: quella cipria non è mia, me l'ha prestata la mia amica Tina! Gliela dovrò ricomprare... uffa...


Tanto questo è solo un part time... in attesa della grande occasione.